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		<title>Gasolino v0.3</title>
		<link>http://gasolino.altervista.org</link>
		<description><![CDATA[The ethernal sunshine of a spotless mind]]></description>
		<copyright>Copyright 2006, gasolino</copyright>
		<managingEditor>gasolino@altervista.org</managingEditor>
		<language>it-it</language>

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			<title>Fondamenti di ottica/1</title>
			<link>http://gasolino.altervista.org/index.php?entry=entry071102-200948</link>
			<description><![CDATA[	<h4>Intro</h4>
	<p>Una breve introduzione alla teoria della fotografia non può che iniziare con i fondamentali dell&#8217;ottica. Daremo poi qualche indicazione sulla natura della luce e sul suo comportamento. Via via che i vari capitoli saranno completi aggiornerò la pagina.<br />
Enjoy ;)</p>
	<h4>Un po&#8217; di ottica geometrica</h4>
	<p>Iniziamo parlando di lenti e andiamo subito a distinguere le lenti convergenti o convesse da quelle divergenti o concave.</p>
	<p><img src="http://gasolino.altervista.org/fp-content/images/lenti_1.png" alt="lenti_1.png" title="lenti_1.png"  class="center" width="480" height="121" /> </p>
	<p>Quella che vediamo nella terza immagine è detta menisco, in questo caso divergente (come le lenti per occhiali da miopia). Il diverso funzionamento è chiaro: le lenti convergenti fanno convergere i raggi verso l&#8217;asse ottico, quelle divergenti li fanno divergere. Lapalissiano :). Ognuna di queste lenti è caratterizzata dalla cosiddetta distanza focale f, che è la distanza dal “piano” della lente al cosiddetto fuoco.</p>
	<p>Andiamo subito a vedere un&#8217;immagine per capire cosa succede quando un raggio luminoso attraversa una lente convergente, e come si forma l&#8217;immagine.</p>
	<p><img src="http://gasolino.altervista.org/fp-content/images/lenti_2.png" alt="lenti_2.png" title="lenti_2.png"  class="center" width="480" height="122" /> </p>
	<p>La lampada rappresenta un qualsiasi corpo da cui partono raggi luminosi (anche riflessi). Si osserva che tutti i raggi che partono orizzontali, attraversando la lente, vengono deviati e passano tutti dal fuoco della lente. I raggi che passano per il centro della lente, invece, non sono deviati affatto (se la lente è ideale).</p>
	<p>In questo primo caso il corpo è posto lontano, cioè oltre due volte la distanza focale. L&#8217;immagine nitida, “a fuoco“, si forma così:
<ul>
	<li>dal lato opposto della lente rispetto al corpo;
</li>
	<li>su un piano posizionato tra la distanza focale e il doppio di quella;
</li>
	<li>più piccola rispetto all&#8217;originale;
</li>
	<li>ribaltata, o meglio ruotata di 180° rispetto all&#8217;asse ottico.
</li>
</ul>
	<p><img src="http://gasolino.altervista.org/fp-content/images/lenti_3.png" alt="lenti_3.png" title="lenti_3.png"  class="center" width="480" height="104" /> </p>
	<p>Se l&#8217;oggetto è posto tra f e 2 volte f allora l&#8217;immagine è:
<ul>
	<li>dal lato opposto della lente rispetto al corpo;
</li>
	<li>su un piano posizionato oltre il doppio della distanza focale;
</li>
	<li>più grande rispetto all&#8217;originale;
</li>
	<li>ruotata di 180° rispetto all&#8217;asse ottico.
</li>
</ul>
	<p><img src="http://gasolino.altervista.org/fp-content/images/lenti_4.png" alt="lenti_4.png" title="lenti_4.png"  class="center" width="480" height="133" /> </p>
	<p>Se l&#8217;oggetto è posto ad una distanza inferiore a f allora l&#8217;immagine è:
<ul>
	<li>dallo stesso lato del corpo;
</li>
	<li>più grande rispetto all&#8217;originale;
</li>
	<li>dritta.
</li>
</ul>
	<p><img src="http://gasolino.altervista.org/fp-content/images/lenti_conv_div.png" alt="lenti_conv_div.png" title="lenti_conv_div.png"  class="center" width="480" height="170" /> </p>
	<p>In questo caso si dice che l&#8217;immagine è virtuale, infatti non è possibile raccogliere quest&#8217;immagine su un piano, ma si può solo osservare attraverso la lente.</p>
	<p>Come semplice esperimento si può prendere una comune lente d&#8217;ingrandimento e posizionarla tra una luce ed un piano bianco: spostando la lente alla giusta distanza (messa a fuoco) l&#8217;immagine della lampada si formerà sul piano.
</p>
]]></description>
			 <category>Fotografia, Fondamenti </category>			<guid isPermaLink="true">http://gasolino.altervista.org/index.php?entry=entry071102-200948</guid>

			<author>gasolino gasolino@altervista.org</author>
			<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 20:09:48 +0100</pubDate>
			<comments>http://gasolino.altervista.org/comments.php?entry=entry071102-200948</comments>
			
			</item>
						<item>
		
			<title>Installare una stampante “virtuale” PDF</title>
			<link>http://gasolino.altervista.org/index.php?entry=entry071102-200556</link>
			<description><![CDATA[	<p><em><strong>Attenzione:</strong> da Ubuntu 7.10 questa procedura non è più necessaria in quanto cups-pdf è installato e configurato di default.</em></p>
	<p>In Ubuntu 7.04 il pacchetto cups-pdf non è installato di default (ma lo sarà sul 7.10). Per installarlo e dargli i corretti permessi di esecuzione (per la precisione il setuid) dare in sequenza i comandi:</p>
	<pre>$&nbsp;sudo&nbsp;apt-get&nbsp;install&nbsp;cups-pdf
$&nbsp;sudo&nbsp;chmod&nbsp;+s&nbsp;/usr/lib/cups/backend/cups-pdf</pre>
	<p>Adesso dalla gestione stampanti di Gnome (Sistema -&gt; Amministrazione -&gt; Stampa) si può aggiungere la stampante PDF, alla quale si assegnerà il driver di stampa del produttore “Generic” (ovvero stampante generica) ed il driver “postscript color printer rev3b”.</p>
	<p>Quando si stampa un file con la stampante PDF il risultato sarà salvato nella cartella /home/tuo_nome_utente/PDF.
</p>
]]></description>
			 <category>Linux, Stampa </category>			<guid isPermaLink="true">http://gasolino.altervista.org/index.php?entry=entry071102-200556</guid>

			<author>gasolino gasolino@altervista.org</author>
			<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 20:05:56 +0100</pubDate>
			<comments>http://gasolino.altervista.org/comments.php?entry=entry071102-200556</comments>
			
			</item>
						<item>
		
			<title>Condividere cartelle con Samba</title>
			<link>http://gasolino.altervista.org/index.php?entry=entry071102-200310</link>
			<description><![CDATA[	<p>La strada semplice, in Ubuntu 7.04, è quella di usare l&#8217;interfaccia grafica “Sistema-&gt;Amministrazione-&gt;Cartelle condivise”. Questa strada è ottima se volete condividere singole cartelle, impostando anche i permessi di lettura/scrittura. Se però intendiamo creare una configurazione più “seria” ci si deve sporcare le mani con il file di configurazione /etc/samba/smb.conf, oppure con un interfaccia web come Swat.</p>
	<p>Per le mie esigenze Swat è certamente esuberante, per cui mi limito a fare piccole modifiche al file di configurazione. Per prima cosa imposto il gruppo di lavoro e la descrizione del computer:</p>
	<pre>#&nbsp;Change&nbsp;this&nbsp;to&nbsp;the&nbsp;workgroup/NT-domain&nbsp;name&nbsp;your&nbsp;Samba&nbsp;server
#&nbsp;will&nbsp;part&nbsp;of
&nbsp;&nbsp;&nbsp;workgroup&nbsp;=&nbsp;CASA
	
#&nbsp;server&nbsp;string&nbsp;is&nbsp;the&nbsp;equivalent&nbsp;of&nbsp;the&nbsp;NT&nbsp;Description&nbsp;field
&nbsp;&nbsp;&nbsp;server&nbsp;string&nbsp;=&nbsp;Asus&nbsp;Notebook&nbsp;(Ubuntu)</pre>
	<p>Imposto il livello di sicurezza su share (di default è user) che per una rete domestica va benissimo. Questo permette a tutti nella rete locale di vedere la lista delle cartelle condivise prima di autenticarsi;</p>
	<pre>#&nbsp;"security&nbsp;=&nbsp;user"&nbsp;is&nbsp;always&nbsp;a&nbsp;good&nbsp;idea.
#&nbsp;This&nbsp;will&nbsp;require&nbsp;a&nbsp;Unix&nbsp;account
#&nbsp;in&nbsp;this&nbsp;server&nbsp;for&nbsp;every&nbsp;user&nbsp;accessing&nbsp;the&nbsp;server.&nbsp;See
#&nbsp;/usr/share/doc/samba-doc/htmldocs/Samba3-HOWTO/ServerType.html
#&nbsp;in&nbsp;the&nbsp;samba-doc&nbsp;package&nbsp;for&nbsp;details.
&nbsp;&nbsp;&nbsp;security&nbsp;=&nbsp;share</pre>
	<p>Poi indico CUPS come server di stampa di questa macchina</p>
	<pre>#&nbsp;If&nbsp;you&nbsp;want&nbsp;to&nbsp;automatically&nbsp;load&nbsp;your&nbsp;printer&nbsp;list&nbsp;rather
#&nbsp;than&nbsp;setting&nbsp;them&nbsp;up&nbsp;individually&nbsp;then&nbsp;you'll&nbsp;need&nbsp;this
&nbsp;&nbsp;&nbsp;load&nbsp;printers&nbsp;=&nbsp;yes
	
#&nbsp;CUPS&nbsp;printing.&nbsp;&nbsp;See&nbsp;also&nbsp;the&nbsp;cupsaddsmb(8)&nbsp;manpage&nbsp;in&nbsp;the
#&nbsp;cupsys-client&nbsp;package.
&nbsp;&nbsp;&nbsp;printing&nbsp;=&nbsp;cups
&nbsp;&nbsp;&nbsp;printcap&nbsp;name&nbsp;=&nbsp;cups</pre>
	<p>Non resta che descrivere le condivisioni. Ad esempio la mia home è condivisa, ma non è visibile (browsable) e richiede l&#8217;identificazione, mentre la partizione dati è liberamente accessibile e scrivibile come una comune condivisione Windows:</p>
	<pre>[home]
comment&nbsp;=&nbsp;Home&nbsp;directories
path&nbsp;=&nbsp;%H
valid&nbsp;users&nbsp;=&nbsp;topolino,&nbsp;pippo,&nbsp;paperino
read&nbsp;only&nbsp;=&nbsp;No
create&nbsp;mask&nbsp;=&nbsp;0664
directory&nbsp;mask&nbsp;=&nbsp;0775
browsable&nbsp;=&nbsp;no
	
[Dati]
path&nbsp;=&nbsp;/media/Dati
comment&nbsp;=&nbsp;Partizione&nbsp;Dati
create&nbsp;mask&nbsp;=&nbsp;0665
force&nbsp;group&nbsp;=&nbsp;plugdev
available&nbsp;=&nbsp;yes
browsable&nbsp;=&nbsp;yes
public&nbsp;=&nbsp;yes
writable&nbsp;=&nbsp;yes</pre>
	<p>In questo caso topolino, pippo e paperino dovranno avere un account valido sul server samba per accedere alla propria home, e dovranno essere aggiunti a samba con il comando</p>
	<pre>$&nbsp;sudo&nbsp;smbpasswd&nbsp;-a&nbsp;topolino</pre>
	<p>che richiederà di creare una password samba per quell&#8217;utente.
</p>
]]></description>
			 <category>Linux, Connettività, Reti </category>			<guid isPermaLink="true">http://gasolino.altervista.org/index.php?entry=entry071102-200310</guid>

			<author>gasolino gasolino@altervista.org</author>
			<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 20:03:10 +0100</pubDate>
			<comments>http://gasolino.altervista.org/comments.php?entry=entry071102-200310</comments>
			
			</item>
						<item>
		
			<title>Montare cartelle condivise con Cifs</title>
			<link>http://gasolino.altervista.org/index.php?entry=entry071102-200051</link>
			<description><![CDATA[	<p>Nautilus può tranquillamente navigare le cartelle condivise di una rete Microsoft® non appena si sia installato Ubuntu. Tuttavia in alcuni casi può essere utile montare localmente le cartelle remote, ad esempio per vedere un film con MPlayer, che al contrario di Totem non legge attraverso il protocollo smb.</p>
	<p>Per montare cartelle di una rete Microsoft® esistono i filesystem smbfs e cifs. Il secondo, per la mia esperienza, funziona meglio del primo, ma necessita di alcune operazioni preliminari da compiere prima di essere utilizzato.</p>
	<p>Installare i pacchetti smbfs (a cui si accompagna anche cifs) e winbind.</p>
	<pre>$&nbsp;sudo&nbsp;apt-get&nbsp;install&nbsp;smbfs&nbsp;winbind</pre>
	<p>A questo punto si fa una piccola modifica ad un file di configurazione:</p>
	<pre>$&nbsp;sudo&nbsp;vim&nbsp;/etc/nsswitch.conf</pre>
	<p>Cambiare la riga</p>
	<pre>hosts:&nbsp;files&nbsp;dns</pre>
	<p>in</p>
	<pre>hosts:&nbsp;files&nbsp;dns&nbsp;wins</pre>
	<p>Adesso si può riavviare la rete oppure riavviare il computer tout court. Si può montare una partizione con il comando:</p>
	<pre>$&nbsp;sudo&nbsp;mount&nbsp;-t&nbsp;cifs&nbsp;\
-o&nbsp;rw,guest,iocharset=utf-8,allow_other&nbsp;\
//server/condivisione&nbsp;/punto/di/montaggio</pre>
	<p>sostituendo i nomi di server, condivisione e punto di montaggio con quelli che desiderate. In Ubuntu, se il punto di montaggio è dentro la cartella /media (es. /media/condivisione1) apparirà un&#8217;icona della condivisione sul desktop quando sarà montata, sempre che abbiate attivato l&#8217;opzione in Nautilus (da gconf-editor: apps -&gt; nautilus -&gt; desktop).
</p>
]]></description>
			 <category>Linux, Connettività, Reti </category>			<guid isPermaLink="true">http://gasolino.altervista.org/index.php?entry=entry071102-200051</guid>

			<author>gasolino gasolino@altervista.org</author>
			<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 20:00:51 +0100</pubDate>
			<comments>http://gasolino.altervista.org/comments.php?entry=entry071102-200051</comments>
			
			</item>
						<item>
		
			<title>Scaricare uno stream video da internet</title>
			<link>http://gasolino.altervista.org/index.php?entry=entry071102-195556</link>
			<description><![CDATA[	<p>Un ottimo modo per ottenere questo risultato è con il lettore MPlayer. Una volta noto il link del video che si desidera scaricare, in uno dei tanti formati supportati da MPlayer (per maggiori informazioni vedi questo link), è sufficiente dare il comando:</p>
	<pre>$&nbsp;mplayer&nbsp;--dumpstream&nbsp;\
http://percorso/al/file.estensione&nbsp;\
--dumpfile&nbsp;nomefile.estensione</pre>
	<p>Il file verrà salvato nella cartella corrente con il nome nomefile.estensione. MPlayer e il suo parente prossimo Mencoder hanno grandi capacità di riproduzione e manipolazione dei file video, questo è solo un piccolo esempio.
</p>
]]></description>
			 <category>Linux, Multimedia, Internet </category>			<guid isPermaLink="true">http://gasolino.altervista.org/index.php?entry=entry071102-195556</guid>

			<author>gasolino gasolino@altervista.org</author>
			<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 19:55:56 +0100</pubDate>
			<comments>http://gasolino.altervista.org/comments.php?entry=entry071102-195556</comments>
			
			</item>
					
				
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